Capita spesso a chi di Arti marziali sa poco, ma purtroppo – il che è più grave – capita altrettanto spesso anche a chi di Arti marziali dovrebbe saperne un po’ di più. Si resta abbagliati dal lucore della storia, dal fascino della leggenda, dall’ammaliante quanto fasulla bellezza della teoria che sia l’Arte a fare l’Uomo, mentre – purtroppo o per fortuna – è stato, è e sarà sempre vero il contrario. Ci si illude che basti indossare un keikogi fresco di bucato per sbiancare immediatamente anche la propria coscienza; si crede che sia sufficiente impugnare un vibrante fioretto d’acciaio perché la nostra morale si mantenga diritta come la sua lama; ci si illude che far svolazzare bastoni di quercia renda la nostra parola inflessibile come le armi che sfarfalliamo. No, non è così. Ci piacerebbe che lo fosse, ma non è così. Perché se così fosse carceri e riformatori sarebbero pieni di tatami e parquet, ed all’atto del fine pena verrebbe consegnato, insieme alla ritrovata libertà,...
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