Pensieri, riflessioni, citazioni e commenti raccolti da un marzialista curioso, alla scoperta di legami e connessioni tra mondi e tempi solo apparentemente distanti tra loro.
01 Andiamo a cominciare...
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Come e perché nasce questo podcast, ovvero trasformare i problemi in opportunità.
Capita spesso a chi di Arti marziali sa poco, ma purtroppo – il che è più grave – capita altrettanto spesso anche a chi di Arti marziali dovrebbe saperne un po’ di più. Si resta abbagliati dal lucore della storia, dal fascino della leggenda, dall’ammaliante quanto fasulla bellezza della teoria che sia l’Arte a fare l’Uomo, mentre – purtroppo o per fortuna – è stato, è e sarà sempre vero il contrario. Ci si illude che basti indossare un keikogi fresco di bucato per sbiancare immediatamente anche la propria coscienza; si crede che sia sufficiente impugnare un vibrante fioretto d’acciaio perché la nostra morale si mantenga diritta come la sua lama; ci si illude che far svolazzare bastoni di quercia renda la nostra parola inflessibile come le armi che sfarfalliamo. No, non è così. Ci piacerebbe che lo fosse, ma non è così. Perché se così fosse carceri e riformatori sarebbero pieni di tatami e parquet, ed all’atto del fine pena verrebbe consegnato, insieme alla ritrovata libertà,...
Come si fa a svuotare il mare con un cacciavite? Oppure calcolare una radice cubica utilizzando un mattarello? Non si può, semplicemente perché si utilizza uno strumento inadatto che – aldilà della capacità dell’utilizzatore – non consente di raggiungere il risultato voluto. Il tentativo di spiegare o interpretare certi moti dell’animo umano con la sola, fredda, razionalità credo sia destinato allo stesso insuccesso, proprio perché la logica potrebbe (il condizionale è d’obbligo) certamente fornire una spiegazione, forse anche credibile, ma certamente incompleta e insufficiente. Leggo il fumetto dedicato ai “Leoni della Folgore” condiviso da Simone Di Pietro e mi salgono le lacrime agli occhi pensando agli amici della S.MI.PAR. mi chiedo se questa commozione fa di me un imbecille o un animo nobile, mi dico che da migliaia di anni milioni di uomini muoiono e soffrono a causa di decisioni ciniche e spietate di pochi , che nessuna guerra è bella e – forse – mai neppure giusta, eppure da ...
Salvatore Albano, L'angelo ribelle Nella premessa del suo “L’Anticristo”, Friedrich Nietzsche afferma che c’è chi nasce già destinato ad essere compreso solo dai posteri. Questo è vero per molti artisti, e non solo per il filosofo tedesco; da van Gogh a Ligabue, passando per John Keats, Franz Kafka ed Emily Dickinson, ma anche Edgar Allan Poe o Johann Sebastian Bach sono solo alcuni esempi. Altri ancora, pur essendo stati apprezzati in vita, furono autori di opere che anche a distanza di anni mostrano una straordinaria attualità, a volte ai limiti della preveggenza. Tra questi possiamo includere anche Ernst Jünger, personaggio controverso e criticato per le sue idee politiche, ma che pure ha offerto della guerra una analisi lucida e tagliente. Una delle sue opere più note è il “ Trattato del Ribelle ”, un saggio sociopolitico del 1951 in cui l'autore si interroga sui compiti che spettano agli uomini liberi, nei momenti storici in cui la tirannia impedisce loro di esprimere, in ...
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